Arrampicata sportiva: la disciplina della difficoltà

Come definirla…?
La parola stessa induce a riflettere, a pensare a momenti lontani della storia della salita su roccia. L’alpinismo prima con tutta la sua storia, il suo spirito  d’avventura e la sua evoluzione ha potuto negli anni trasformarsi o meglio trasformare una parte della propria esperienza nella disciplina del free-climbing prima e poi dell’arrampicata sportiva.
Alla tradizionale concezione alpinistica del passaggio e della difficoltà da affrontare e conquistare ad ogni costo si è affiancata quella dell’attenzione verso la cura e la perfezione del gesto atletico. Non è più fondamentale arrivare in alto ed arrivarci ad ogni costo indipendentemente dagli strumenti e dallo stile adottato ma è importante come arrivare e in quali condizioni si affrontano passaggi e difficoltà su roccia. Le pareti un tempo dimenticate o non-considerate perché situate su fondovalle o comunque facilmente avvicinabili diventano il terreno ideale sul quale i climbers-arrampicatori mettono in gioco il loro bagaglio tecnico e la loro esperienza.
La parete di roccia diviene la meta dell’arrampicatore, ossia il punto di arrivo per chiunque ami farsi sedurre da uno sport di forza e di grazia e al tempo stesso di coraggio equilibrio e sensazioni da cogliere. In questo nostro breve approfondimento non intendiamo dilungarci, più del necessario, nell’elencare fatti ed avvenimenti che hanno caratterizzato la storia di questa splendida disciplina: molti lo hanno fatto prima di Noi in modo più che egregio…Ci limitiamo quindi ad una brevissima sintesi rimandando agli ambiti di approfondimento che non trascuriamo, ovviamente, di elencare. Ci pare interessante soffermare l’attenzione del lettore sul rapporto personale che chi arrampica è capace di instaurare con la roccia (di dominio, di confronto, di rabbia, di delusione etc…). Un modo per ricordare a tutti coloro che praticano questa disciplina, indipendentemente dal grado e dalla capacità di realizzare, che la volontà di ricerca e la voglia di comunicare cose viste ed altre ancora da vedereè sempre molto forte! Il concetto di salire – o progredire verticalmente per usare il linguaggio di tendenza – ci induce ad interiorizzare un nuovo concetto: la sola relazione che esiste fra noi stessi e la roccia e che quest’ultima ti accoglie conscia del rispetto che le porti. Fra un tiro di corda e l’altro, salendo e assicurando il proprio compagno, il tempo passa veloce e i nostri occhi mettono in successione immagini, sensazioni e storia. Tutto sembra fondersi nei movimenti di una danza misteriosa ed intrigante…Quello che proponiamo attraverso le nostre riflessioni è un viaggio attraverso questo mondo, un viaggio aperto a tutti coloro che vogliono conoscere il mondo dell’arrampicata sportiva attraverso la descrizione delle vie d’arrampicata, la storia, le testimonianze, l’abbigliamento ed i materiali. Un mondo che ATLANTE propone dimostrando così l’accessibilità e la praticabilità di una disciplina dove chiunque potrà liberamente coltivare capacità ed ambizioni…  

L’arrampicata libera e la sua storia…
John Gill: Maestro e precursore dell’arrampicata libera.. L’americano, che negli anni 50 introduce l’uso della magnesite e la tecnica dei lanci nell’arrampicata. E’ anche precursore della scalata sui massi.
Yosemite Valley-USA anni ‘50: stupende e pulite fessure granitiche!! Molti americani cominciano a superare quello che in Europa viene indicato come sesto grado (5c/6a). Il piu’ elegante e tecnicamente dotato è Salathe’, che ha l’onore di nominare una via - ancor oggi - fra le piu’ famose del mondo.
Yosemite Valley-USA anni 60: il livello di arrampicata praticata nella Yosemite supera quello Europeo ed Australiano. Royal Robbins è fra i primi a realizzare l’odierno 6b sulle lunghe fessure del Capitan.
Europa –anni ’60: gli inglesi ottengono i risultati più performanti ma anche scalatori italiani come Soldà e Vinatzer migliorano stile e qualità dell’arrampicata.
USA-fine anni ’60: prime grandi imprese ad opera di fuoriclasse come Peter Cleveland, John Bachar. Ron Kauk realizza  “Astroman” primo 7a al mondo di cui si abbia notizia. La sua successiva grande imprese è datata 1977 con la realizzazione di “Tales of Power” 7b+ e nel 1978 arriva quello che sarà il suo capolavoro e lo consacrerà alla fama internazionale: la spettacolare libera del tetto di “Separate Reality”