Arrampicata sportiva: la disciplina del bouldering

La disciplina del Bouldering - storia
Le gare di bouldering si svolgono su blocchi dall’apparente forma di sassi (dall’inglese boulder=sasso), senza corda e con la protezione di un grande materasso. L’arrampicata di boulder o blocco richiede agli atleti di esprimere doti come forza esplosiva e movimenti dinamici come sintesi suprema di un gesto arrampicatorio perfetto e potente al tempo stesso. Il livello di concentrazione richiesto è molto elevato e richiede allenamento non solo fisico ma anche mentale. Concentrare la propria attenzione nei 6-8 movimenti che caratterizzano la prestazione atletica e la risultanza di lunghi ed intensi periodi di allenamento e di concentrazione. Il livello di attenzione dedicato ad ogni singolo momento-movimento induce l’atleta ad ascoltare la parete e ad ascoltarsi prima di agire…prima di compiere il movimento che è anche atto liberatorio dopo attimi di grande tensione emotiva passati ad attendere il proprio turno per gareggiare.
Le gare si sviluppano su strutture di varie forme e grandezze e l’obiettivo di ogni atleta consiste nel risolvere il maggior numero di problemi nel minor numero di tentativi. Nel boulder (simulazione di masso con struttura artificiale) i concorrenti devono salire percorsi brevi di circa cinque metri . I percorsi presentano difficoltà estreme. L’atleta che cade finisce su grossi materassi e può riprovare più volte lo stesso percorso, durante il tempo a disposizione (normalmente sei minuti). Vince la gara l’atleta che riesce a compiere il maggior numero di percorsi con il minor numero di tentativi. Nel 1999 il primo circuito di competizione internazionale ha visto vincitore l’italiano Cristian Core.
L’allenamento mentale
Nel bouldering come nella difficoltà il punto di incontro ideale fra atleta ed allenatore è la sintesi fra due modi di concepire l’allenamento. Due modi che si possono definire interno, per l’atleta, ed esterno, per l’allenatore. Il livello della prestazione rappresenta la valutazione di entrambi in merito ai punti forti dell’atleta da confermare ovviamente, e ai punti deboli da rinforzare. Un atteggiamento mentale quindi dove confronto e stimoli sono aspetti che si integrano in un percorso costruito insieme dai due soggetti (allenatore ed atleta).
Con un costante monitoraggio dei progressi ottenuti allenando forza e resistenza è possibile stabilire un confronto costruttivo dove atleta ed allenatore arrivano – a volte – ad essere soggetti perfettamente intercambiabili all’interno di un percorso preventivamente concordato fra le due parti. L’atteggiamento mentale quindi si costruisce su basi diverse dove non esistono soggetti attivi (l’allenatore) e passivi(l’atleta) ma dove entrambi imparano e ricevono stimoli dalle reciproche attività.
Il bouldering e la sua evoluzione…
1) Il sassismo come allenamento e sfida alle pareti alpine. A metà del ‘900 gli atleti si cimentano con calzature chiodate e senza particolare tecnica si superano difficoltà di 4° e 5° grado.
2) Prima svolta con Pierre Alain negli anni ’40 che grazie alle prime scarpette a suola liscia affronta e supera i primi passaggi vicino al 6° grado, considerati per l’epoca davvero insuperabili. Alain contribuisce ad affermare nel mondo dell’arrampicata l’utilizzo dei materiali fondamentali come: imbragatura, moschettoni moderni e nuove calzature.
3) Anni ‘50 e ’60. contemporaneamente allo sviluppo dell’arrampicata nella Yosemite Valley sulle pareti che diverranno ben presto famose come quelle del Capitan e dell’Half-Dome si afferma fra gli arrampicatori la tendenza a praticare il bouldering. John Gill si presenta come uno dei precursori dell’allenamento moderno. Un innovatore che sconvolge i metodi e le caratteristiche dell’allenamento reinventando gestualità, forza e resistenza. Si deve al mitico Gill, fra l’altro, l’introduzione della polvere di magnesio(o magnesite) negli scenari d’allenamento. Capace di trazioni monodito su un solo braccio e di altre performance di allenamento incredibili, quest’atleta lascerà una traccia indelebile nella storia dell’arrampicata e del bouldering. Molteplici le sue realizzazioni e quindi impossibile citarle tutte – rimandiamo al proposito ad una bibliografia più dettagliata. Ma un piccolo riferimento al famoso passaggio sul thimble (6c+) realizzato in libera, senza corda e crash pad che all’epoca non esistevano, è impossibile evitarlo. Un passaggio incredibile per l’epoca realizzato su un parcheggio al di sopra di un guardrail all’altezza di 9 metri.
4) Europa ed Italia inizio degli anni ’70. Anche nel vecchio continente comincia ad affermarsi l’idea della sfida alla concezione eroica, ed a volte retorica, dell’alpinismo. La ricerca del bel gesto e della cura del movimento diventano la nuova filosofia alla quale i climbers si ispirano per le loro realizzazioni. In Italia personaggi come Motti, Grassi etc…iniziano a proporre il sassismo come disciplina fine a se stessa e scuotono decisamente la sensibilità del mondo alpinistico di quegli anni, conquistandosi ben presto il marchio dell’eresia e della scomunica da parte di molti accademici..
5) Fontainbleau…dove la tradizione europea di questo sport nasce consacrando questo luogo a paradiso del boludering nel vecchio continente, qui nacquero i primi passaggi sui massi, agli albori del ‘900. Oltre 10000 massi di gres, una roccia particolarmente adatta a praticare il bouldering. In questa foresta a pochi chilometri da Parigi, Jacky Godoffe, un atleta di grande talento, apre in oltre 30 anni di attività diversi passaggi di 8° grado .
6) La storia recente…ci parla del bouldering come di una moda dove molti giovani e giovanissimi si cimentano su passaggi durissimi senza preoccuparsi, neppure lontanamente, di provare vie d’arrampicata su falesia con gradi anche bassi…E’ un mondo che evolve e che cambia, un mondo dove la via eroica dell’alpinismo non è più la risposta a tutto o meglio non è la risposta che tutti cercano…Bouldering oggi significa arrampicare in assoluta libertà con il semplice aiuto di un paio di scarpette, un sacchetto di magnesite e un crash-pad per non rischiare il fondoschiena. Poche attrezzature significa anche meno costi da sostenere e meno pesi da portare per raggiungere luoghi adatti a provare riprovare passaggi e movimenti…Momenti ideali a contatto con la natura nella tranquillità di un bosco o vicino ad una spiaggia incantevole. La filosofia del boulder è anche tutto questo!!!
7) Il livello di oggi…ormai la difficoltà non è più un problema, passaggi considerati insuperabili in un passato ancora molto recente sono divenuti il pane quotidiano di molti climbers che si cimentano nella disciplina del bouldering. L’8° è un grado consolidato ed accessibile a molti climbers. Realizzazioni come Dreamtime a Cresciano (8c) e Trip Hop a Fontainbleau (8c) e molti altri ad opera di autentici ragni umani come Fred Nicole, Francois Nicole, Dave Graham, Chris Sharma – autore della prima e poi ripetuta realizzazione di Dreamtime – dimostrano come i margini per progredire siano ancora notevoli…Dall’Italia ottime notizie giungono da grandi campioni come Mauro Calibani e Cristian Core – vincitore della coppa del mondo nel 1999 e nel 2002 -. Di Calibani è recentissimo il tentativo sul primo 8c+ di boulder del mondo – tonino78 a Meschia -.
Bibliografia:
"Action directe, Wolfgang Gullich…"aut. Tillman - ed. Versante Sud
"John Gill, il signore del Boulder…" aut. Pat Ament – Ed. Versante Sud
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